Caffè del Golfo

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Caffè Del Golfo    ( Spedizione Gratis )

150 cialde con zucchero, bicchieri e palette. Cialda monodose diametro 45 mm. peso netto caffè 7 grammi. Il piacere di un BUON CAFFE'. Caffè del Golfo. Il vero Caffè Napoletano finalmente anche in cialde. IL RE DEL CAFFE' ( Provare per credere )

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I Grani di caffè sono selezionati uno ad uno. “Il caffè deve essere caldo come il fuoco, puro come un angelo e dolce come l’amore”. Se la nostra tazzina di caffè potesse parlare ne avrebbe di cose da dire. Perché il contenuto di questa tazzina contiene una storia lunga e laboriosa. Inizia con le “ciliegie”, i frutti della pianta del caffè, quando giungono a maturazione e sono di un bel colore rosso intenso. Una volta raccolte – il sistema migliore è il “picking” che seleziona e raccoglie le “ciliegie” manualmente, mentre l’altra tecnica lo “stripping”, anche se più veloce e meno costoso, le strappa tutte dal ramo – bisogna procedere entro pochi giorni all’estrazione dei chicchi dai frutti. Una volta lavati, i chicchi vengono fatti asciugare al sole, o artificialmente, poi passati alla fase di “beneficiamento” per migliorarne l’aspetto ed eliminare eventuali impurità. Prima della torrefazione, o tostatura, il caffè viene diviso nei tipi a grana grossa, media, grana fine e caracolito. Con la tostatura i chicchi sottoposti all’azione del calore – 200/240°C – cambiano colore, calano di peso, ma aumentano di volume, e si aromatizzano. A questo punto il caffè deve essere raffreddato in fretta, perché l’aroma possa condensarsi. Il grado di tostatura varia a seconda dei gusti, anche se si ritiene generalmente perfetta quando i chicchi sono del colore “tonaca di frate”. E se nei paesi del Nord Europa si preferiscono i chicchi “light roast”, che tendono al biondo, in Italia sono preferiti quelli di colore bruno scuro, “full roast”, cioè bruni. Poiché sui gusti non si discute, ogni paese al suo modo di bere caffè. Tra i due poli opposti del caffè all’italiana e all’americana troviamo quello alla francese o a infusione, nel 1771; quello “bollito”, metodo molto antico usato oggi soprattutto nei paesi scandinavi; il caffè Melior o con filtro a stantuffo, che ha la particolarità di poter essere preparato direttamente a tavola, e quello alla turca, forse il caffè con più storia … che si beve in Turchia, in Grecia e in Medio Oriente. Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, parte della famiglia botanica delleRubiaceae, un gruppo di angiosperme che comprende oltre 600 generi e 13.500 specie. Sebbene all’interno del genere Coffea siano identificate e descritte oltre 100 specie, commercialmente le diverse specie di origine sono presentate come diverse varietà di caffè. Le più diffuse tra esse sono l’arabica e la robusta. Specie coltivate Pianta di Coffea arabica in Brasile con frutti in diversi stadi di maturazione. Le specie di caffè coltivate su grande scala sono tre: Coffea arabica, Coffea canephora e, in minor misura, Coffea liberica. Una decina vengono coltivate localmente. Le specie differiscono per gusto, contenuto di caffeina, e adattabilità a climi e terreni diversi da quelli di origine. Ricordiamo che tutte le specie coltivate esistono ancora, nelle zone d’origine, allo stato selvatico. È però anche vero che sono state create artificialmente molte nuove varietà. Specie principali Arabica La specie che è stata usata per prima è Coffea arabica, una pianta originaria dell’Etiopia (dove il caffè viene chiamato buna), del Sudan sud-orientale e del Kenyasettentrionale e in seguito diffusasi nello Yemen, luogo in cui, peraltro, si ebbero le prime tracce storiche del consumo della bevanda, nel lontano 1450 tra i seguaci delsufismo. I semi di Coffea arabica hanno un contenuto di caffeina molto inferiore a quelli delle altre specie di larga diffusione e rispetto alle altre specie è autoimpollinante, cioè autogama e inoltre predilige coltivazioni ad alta quota (tra 1000 e 2000 metri). La coltivazione di Coffea arabica fuori dei territori d’origine è iniziata molto presto, come ad esempio in Indonesia nel 1699. Robusta Molto coltivata oggi è Coffea robusta (o Coffea canephora, nome considerato scientificamente più corretto ma poco usato commercialmente). È una specie originaria dell’Africa tropicale, tra l’Uganda e laGuinea, molto adattabile (cresce anche a quote inferiori ai 700 metri) e perciò più economica. La sua coltivazione è iniziata solo nell’Ottocento. È una pianta allogama, quindi richiede impollinazioni incrociate che la possono differenziare geneticamente con più facilità rispetto alla arabica. Liberica Tra le specie di coltura meno diffusa, la più importante è Coffea liberica, originaria della Liberia e coltivata, oltre che in Africa occidentale, soprattutto in Indonesia e nelle Filippine. Excelsa Nel 1903 è stata scoperta in Africa una nuova specie di alberi del caffè, battezzata con il nome di Coffea excelsa. Tuttavia, successivamente, i botanici hanno ritenuto che questa specie fosse in realtà solo una varietà di Coffea liberica e il suo nome scientifico corretto è quindi Coffea liberica var. dewevrei. La varietà continua a essere chiamata Excelsa da coltivatori e commerciali e viene considerata molto promettente. IL PIACERE DI UN BUON CAFFE'  

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